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Gli investitori italiani non sono scoraggiati dalla crisi
Bursa constructiilor, 2011-03-01

Confindustria Romania -Gli investitori italiani non sono scoraggiati dalla crisi
Luca Serena, presidente di Confindustria Romania e presidente di Euroholding


Bursa Constructiilor, 1.03.2011

Confindustria Romania è il nuovo nome di Unimpresa, l‟Associazione delle Imprese Italiane in Romania, membra dell‟Alleanza delle Confederazioni Patronali della Romania (ACPR). L‟Associazione è entrata recentemente nel sistema Confindustria, la piu‟ importante confederazione europea che rappresenta le aziende produttrici di beni e servizi, con organizzazione industriale, dall‟Italia. Attualmente, Confindustria Romania ha oltre 700 soci, con oltre 130.000 dipendenti.
La crisi economica non ha diminuito l‟interesse degli investitori italiani in Romania, visto che solamente nel 2010 sono state costituite circa 1.400 aziende con capitale italiano (il 43% del totale delle aziende straniere arrivate). Il numero delle aziende italiane registrate in Romania è di oltre 29.000, essendo la piu‟ alta presenza italiana in un paese straniero.
“Contrariamente a quanto si puo‟ credere, durante la crisi o forse grazie alla crisi mondiale, molte società hanno scelto la Romania. Quasi il 50% di esse sono italiane, quindi la presenza italiana rimane molto forte, anzi, è in aumento”, ha dichiarato il sig. Luca Serena, presidente di Confindustria Romania, l‟associazione delle imprese italiane in Romania e il presidente del gruppo Euroholding.
Tra le aziende italiane presenti sul mercato locale, il 13% operano nel settore edile, l‟11 % nel settore immobiliare e il 22% nel commercio, inclusivamente con materiali da costruzione. Anche se nel 2010 non sono venute le grandi aziende nel settore delle costruzioni ed immobiliare, neanche sono molte quelle che sono partite, sottolinea il sig. Serena.
Inoltre, le aziende italiane si sono orientate verso nuovi campi, esistendo un grande interesse per tutto cio‟ che è collegato all‟energia e, soprattutto, l‟energia rinnovabile, anche se non sono state finalizzate ancora le norme di applicazione della legge. Negli ultimi mesi, gli italiani hanno manifestato interesse per il settore agro-alimentare. Precedentemente, gli investitori italini compravano terreni agricoli piu‟ per un “ragionamento speculativo” e non per utilizzo. Questa cosa potrebbe cambiare con l‟introduzione della legge che tassa in piu‟ le aree agricole non coltivate. Questo settore potrebbe essere messo in movimento, considerando che la Romania importa una grande quantità di prodotti agroalimentari ed il mercato puo‟ assorbire rapidamente la produzione, dice ancora il sig. Serena.
Nel 2011 l’accento si metterà sulla vendita di abitazioni disponibili
Gli investitori italiani nell‟edilizia sono stati motivati a venire in Romania prima di tutto grazie alla domanda, che nel settore delle abitazioni è stata „enorme‟ fino al 2008. “C‟era bisogno di molte abitazioni, infrastruttura, finanziata inclusivamente da fondi europei, scuole, ospedali, aeroporti, che rappresenta una tappa da percorrere da tutti i
paesi in via di sviluppo. E‟ un programma di costruzione e rinnovo del paese che non ha precedente al confronto con il volume dell‟Italia, dove il boom economico e di costruzioni si è prodotto negli anni 1960”, spiega il sig. Serena.
Attualmente , anche se non si è fermata, la domanda nel settore residenziale è molto piu‟ lenta. Questo non solo a causa della crisi, ma anche del settore bancario, che sosteneva le famiglie ad acquistare appartamenti con crediti.
Inoltre, non c‟è una legge che protegge la persona che ha comprato la casa: “In Italia, quando compri una casa da uno sviluppatore, dai un acconto, ed esso è obbligato ad offrire una garanzia bancaria per quell‟acconto. Questo tipo di legge previene quello che è successo in Romania, quando le famiglie perdevano l‟acconto in caso di fallimento dello sviluppatore. Questa situazione ha creato un clima in cui le persone hanno paura di coinvolgersi in una cosa del genere, anche tra coloro che hanno i soldi per comprare una casa”, sottolinea il Sig. Luca Serena.
D‟altra parte, egli sostiene che c‟è un patrimonio immobiliare disponibile che non si vende piu‟ come prima, ma si vende pian piano. “Finche‟ questo patrimonio immobiliare non sarà esaurito, non cominceranno altri progetti immobiliari ed oggi c‟è molta offerta e poca domanda. Quindi, il prezzo è diminuito molto, percio‟ non c‟è interesse da parte degli sviluppatori a cominciare nuovi progetti con prezzi bassi. Questo anche perche‟ ci sono sviluppatori che hanno comprato terreni nel periodo del boom, a prezzi molto alti. Credo che il 2011 sarà probabilmente un anno in cui si accentuerà la vendita delle abitazioni disponibili piuttosto che iniziare nuovi progetti”, ritiene il presidente della Confindustria Romania.
Si prefigura l’inizio di un processo di costruzione
Per riprendere l‟attività, il sig. Serena ritiene che sia necessario prima di tutto di un nuovo atteggiamento da parte della banche per quanto riguarda il finanziamento. Dalla situazione del 2007, quando davano soldi a qualunque, adesso concedono solamente il 50% del valore dell‟abitazione e chiedono molte garanzie. C‟è bisogno di volontà da parte del sistema creditizio per guadagnare la fiducia della popolazione. Inoltre, deve continuare il programma Prima Casa. In terzo luogo, è necessaria l‟implementazione di una legge per garantire gli acconti, sia garanzia bancaria o governamentale. In questo modo, molti compreranno solo appartamenti completati, cio‟ che non incoraggerà lo sviluppo di quelli nuovi.
D‟altra parte, esistono differenze notevoli sul territorio per quando riguarda la scorta di abitazioni. Se a Bucharest si è costruito molto ed esiste una scorta alta non venduta, in altre città non ci sono tante abitazioni da vendere in rapporto al numero di abitanti. L‟attività di costruzioni su questo segmento è attualmente migliore in provincia, ritiene il sig. Luca Serena.
Per quanto riguarda il settore industriale, anche se la domanda è timida, essa esiste. “ Ci sono richieste di negoziati per terreni, ci sono progetti nuovi che sono ricevuti dalla nostra società di progettazione, quindi si prevede l‟inizio di un processo di costruzione. Il numero di offerte per la costruzione o ristrutturazione delle fabbriche si è raddopiato nel gennaio 2011, rispetto al gennaio 2010, quindi la domanda è alta”, spiega il sig. Luca Serena, in veste di presidente del gruppo Euroholding.
I nuovi progetti mirano soprattutto fabbriche e palazzine uffici. La domanda di uffici è orientata verso i prodotti di qualità, soprattutto piccoli edifici.
“Abbiamo ricevuto domande da parte di aziende che sollecitavano lavori di alta qualità. L‟anno scorso Euroconstruct, la società di costruzioni del gruppo Euroholding, è stata premiata dall‟Associazione Romena degli Appaltatori in Costruzioni (ARACO) con il premio della qualità per la qualità dei lavori di ristrutturazione di un immobile. Attualmente, stiamo sviluppando una palazzina uffici a Bucarest. Anche in questo caso si è messo l‟accento sulla qualità”, specifica il presidente Euroholding.
Sul mercato ci sono anche progetti di ampliamento di centri commerciali, che precedentemente sono stati bloccati.
Secondo il presidente di Confindustria, gli investimenti pubblici hanno un‟importanza strategica per le aziende di costruzioni. L‟attuale preoccupazione delle autorità è di attrarre i fondi europei, perche finora le somme spese sono basse, tra il 2-9%. “Ci sono somme alte di denaro che non vengono spese, cio‟ che crea molti problemi: da una parte, le imprese di costruzione avrebbero potuto lavorare e tali fondi avrebbero potuto muovere il settore delle costruzioni ed economia. Inoltre, crea problemi per la Romania a medio termine, perche questi fondi sono disponibili entro il 2013. Cio‟ che non verrà speso sarà destinato probabilmente ad altri stati ed il cofinanziamento europeo a fondo perduto diventerà molto piu‟ ridotto. Se la Romania non potrà realizzare l‟infrastruttura con questi fondi, esiste il rischio di non poter mai realizzarla, perche‟ esiste la variante in cui lo stato non abbia piu‟ il 50% per cofinanziamento. E‟ una grande sfida per tutta la Romania, non solo per le imprese di costruzione, di riuscire a realizzare l‟infrastruttura, perche essa da competitività al paese”, richiama l‟attenzione il presidente di Confindustria Romania.
La legge del parteneriato pubblico-privato svantaggia l’investitore
Nel periodo corrente gli investitori immobiliari italiani si confrontano con alcune difficoltà sul mercato romeno. Prima di tutto, ci sono problemi riguardanti la proprietà sui terreni, ci sono molte controversie e rivendicazioni e alcuni uffici catastali non funzionano come dovrebbero funzionare. Ad esempio, ci sono stati casi in cui i documenti catastali sono stati falsi. Percio‟, gli sviluppatori devono fare indagini prima di acquistare un terreno e spesso rinunciano a questo, se non sono chiari tutti gli aspetti. Cosi procedono, ad esempio, le grandi catene commerciali quando vogliono aprire nuove centri, specifica il presidente della Confindustria Romania.
Inoltre, egli specifica i problemi concernenti la burocrazia. In un periodo di crisi un investimento porta soldi e crea posti di lavoro e tasse. “Sarebbe logico esistere una massima disponibilità da parte dei comuni. Spesso abbiamo dovuto intervenire, come associazione, per chiarire gli aspetti richiesti senza motivo dalle autorità”, specifica il presidente della Confindustria.
Per soddisfare meglio le necessita‟ delle aziende italiane che operano nel settore delle costruzioni, nell‟ambito della Confindustria Romania è stato creato un ramo dedicato ad essi – UNICI, con servizi specifici. “Stiamo studiando tutte le leggi relative al settore delle costruzioni e facciamo proposte in base a cio‟ che ci hanno segnalato i nostri soci, in qualità di membro dell‟Alleanza delle Confederazioni Patronali della Romania (ACPR), insieme all‟Associazione Romena degli Imprenditori di Costruzioni (ARACO). Spesso i problemi che dobbiamo affrontare sono comuni con quelli delle aziende romene”, sottolinea il Sig. Luca Serena.
Egli ritiene che il parteneriato pubblico-privato (PPP) non è solamente utile, la sua legiferazione rappresentando “il motore di un paese”. Questo perche‟ indipendentemente dagli sforzi che il governo intraprende, non puo‟ soddisfare tutti i bisogni della popolazione. Comunque la pratica richiederebbe un aumento del debito pubblico, mentre certi progetti si possono autofinanziare attraverso il PPP. Per quanto riguarda le norme relative al PPP esistenti attualmente in Romania, il sig. Serena fa le seguenti osservazioni: “La legge, cosi com‟è, deve essere migliorata, perche‟ crea dei vincoli. Per funzionare, una legge PPP deve essere equilibrata, assicurarsi che la parte pubblica ha l‟interesse di entrare nel possesso del lavoro dopo un certo numero di anni e, allo stesso tempo, mantenere anche l‟interesse della parte privata, espresso attraverso il profitto relativo al lavoro, altrimenti non esiste nessun motivo per investire. Attualmente la legge è piu‟ a favore della parte pubblica, che ha preso tutte le garanzie per se stessa, e meno per la parte privata‟.
I costruttori romeni che lavorano in Italia non sono convinti di tornare in patria
Il presidente della Confindustria Romania ritiene che l‟Italia ha una buona collaborazione con la Romania nel settore delle costruzioni, questo perche‟ in Italia operano in questo campo molte aziende dei cittadini romeni o originari dalla Romania, che hanno imparato il modo locale di lavorare.
“Il settore delle costruzioni e‟ cresciuto molto negli ultimi cinque anni anche grazie alle imprese romene. Cinque anni fa‟ era difficile trovare imprese romene di costruzioni che potevano offrirti certi tipi di costruzioni o che potevano garantire la qualità dei lavori, il tempo di esecuzione. E‟ stata una buona cosa che hanno lavorato come subappaltatori, è stata una buona scuola. Soprattutto nelle grandi città esiste adesso una rete di qualità di fornitori e sottofornitori romeni. Sarebbe un valore per la Romania se queste aziende portassero in Romania l‟esperienza acquisita in Italia, pero‟ non sono interessate a ritornare qua. D‟altronde, la forza di lavoro dei romeni contribuisce con l‟1% al PIL italiano”, dice il sig. Serena.
Gli scambi commerciali tra la Romania e l‟Italia sono consistenti e sono aumentati del 16% nel 2010, arrivando a circa 7,6 milioni di euro, suggerisce egli.
In conclusione, il sig. Luca Serena ritiene che l‟importanza del settore delle costruzioni è stata sottovalutata in Romania, nel contesto in cui questo puo‟ mettere in movimento l‟intera economia: “Quando qualcuno analizza le costruzioni pensa solamente alla società che ha realizzato il lavoro, non che è stata coinvolta anche una società di archittetura, un produttore di materiali, quindi un‟intera catena. Quando si è fermato il settore delle costruzioni, hanno sofferto moltissimo le vendite di camion, di attrezzature, ad esempio. Tutti i settori connessi creano un volume imenso di attività. La Romania ha grande necessità di costruzioni perche c‟è molto da costruire in tutto il paese. Inoltre, ha anche la disponibilità dei fondi europei. Da solo, il settore delle costruzioni puo‟ far andar avanti l‟economia della Romania. Quindi, tutte le leggi per questo campo dovrebbero essere fatte con priorità”.
Euroholding controlla le 10 società del Gruppo „Industrie Maurizio Peruzzo‟ in Romania. Le società operano nei seguenti campi: costruzioni civili ed industriali (Euroconstruct), sviluppi industriali e residenziali (Monlandys), prefabbricati in calcestruzzo (Europrefabricate), estrazione e produzione di inerti (Europroducts), trasporto, carpenteria termoisolante e confezioni metalliche (Eurologistica), progettazione e project management (Eurodesign) e tessili (IMP, Netex). „La nostra idea non è stata quella di creare una società che lavori esclusivamente per le altre aziende del gruppo, ma al contrario, hanno il target di assicurare almeno il 50% del fatturato dall‟esterno del gruppo. Quindi da una parte, abbiamo un‟idea sulla competitività dei prezzi e, dall‟altra parte, ci stimola per quanto riguarda la realizzazione, la qualità e la fornitura dei prodotti e dei servizi‟, spiega il sig. Luca Serena, presidente di Euroholding.
Per affrontare i cambiamenti sul mercato, il gruppo Euroholding, che precedentemente era focalizzato al 100% su lavori privati, si è riorientato anche sul settore degli investimenti pubblici, soprattutto di infrastruttura. Quindi, una delle società del gruppo ottiene il 40% del fatturato da lavori pubblici. Inoltre, sono stati ridotti i costi, per mantenere la posizione sul mercato.
Egli ritiene che ultimamente i migliori risultati a livello del gruppo, dopo l‟entrata in nuovi settori, sono stati realizzati dalla società Europrefabricate, che produce prefabbricati in cemento, utilizzati ad esempio nella costruzione di ponti.
Tra i piu‟ importanti progetti di costruzione del gruppo Euroholding in via d‟opera sono:
 La costruzione di una palazzina uffici a sei piani, a Bucarest, zona Calea Mosilor (realizzato al 27%);
 La risistemazione degli uffici BCR dall‟edificio Bucharest Financial Plaza (realizzato al 32%);
 La costruzione di un ospedale policlinico a Bucarest, lavoro di 25 milioni di euro (realizzato al 62%);
 La sistemazione e ampliamento di una sede di banca a Galati (realizzato all‟87%);
 La costruzione di un albergo di cinque stelle a Cluj-Napoca (realizzato all‟87%).
Inoltre, il gruppo ha anche un progetto residenziale proprio, Villaggio Mediterraneo, che si trova vicino a Timisoara. La prima tappa, che consiste nella costruzione di 20 ville, è in fase di completamento. A febbraio si lavorava alle finiture per gli ultimi immobili, alle vie di accesso e agli spazi verdi. Man mano le unità vengono vendute, si passerà alla realizzazione della seguente tappa, dice ancora il Sig. Serena.

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