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Luca Serena: Il Governo e' capace di fare qualsiasi cosa per i soldi dal FMI
Financiarul, 2010-07-15
http://www.financiarul.com/articol_47340/luca-serena-guvernul-este-dispus-sa-faca-orice-pentru-banii-de-la-fmi.html

L’Associazione Unimpresa attira l’attenzione sulla mancanza di logica economica dell’Esecutivo romeno e sul pericolo della deflazione

Luca Serena, il nuovo Presidente di Unimpresa, organizzazione datoriale che raggruppa gli investitori italiani, parla dello stadio attuale dell’economia romena e delle opzioni dell’ambiente privato. Le soluzioni proposte da Serena sono gli investimenti nello sviluppo e la creazione di una “cultura delle esportazioni”.

"Financiarul": E’ in grado di capire qualcosa dalle politiche macroeconomiche del Governo?

LS: Possiamo dire che le decizioni del Governo sono dettate piutttosto dalla politica che dall’economia. Mi spiego: il Governo sa benissimo che questa scelta, di far crescere l’iva, e’ sbagliata dal punto di vista ecoonomico e ogni economista puo’ spiegare questo. Forse appunto per questo non l’ha proposta come prima misura, ma come una opzione di riserva.

Le rate da parte del FMI sono indipensabili per la Romania. Percio’, il goveno e’ capace di fare qualsiasi cosa per ottenere i soldi dal FMI. E’ ovvio che e’ stata fatta questa scelta per accontentare il FMI, e non perche’ e’ una buona misura. Una misura simile e’ stata adottata anche in Ungheria. Si e’ osservato che gli incassi IVA sono aumentati per due-tre mesi, e subito dopo sono ribassati ad un livello piu’ ridotto rispetto al periodo prima della crescita della tassa.

Una tale misura puo’ determinare le persone di lavorare in nero, e non chiedere piu’ la fattura. La richiesta dal parte del consumatore finale, che paga l’IVA, diminuera’. Una riduzione del consumo e’ l’ultima cosa di cui ha bisogno la Romania. Molte societa’ non saranno piu’ capaci di vendere la loro merce. I prezzi saranno ribassati, ma questo significa deflazione. Questo e’ uno dei maggiori pericoli per la Romania. Dal mio punto di vista, e’ meglio un indebitamento. Il rapporto tra il debito pubblico e il PIL e’ grande in Romania, ma non molto piu’ grande rispetto ad altri paesi. Questo vuol dire che ci si puo’ ancora indebitare. E’ ovvio che l’indebitamento non e’ una cosa positiva, pero’ in questo momento potrebbe significare spese pubbliche e la possibilita’ di mettere in moto l’economia.

"Financiarul": Che soluzioni ci sono in questo contesto?

LS: La politica del taglio dei costi si deve in una maniera ferma. Ci sono tanti costi inutili, non produttivi, e quelli devono essere tagliati. Per esempio, si devono mantenere le spese per gli investimenti. La costruzione di strade e ospedali, l’infrastruttura, la formazione professionale sono le basi per lo sviluppo di un paese. Anche se questo vuol dire indebitamento, e’ un indebitamento che mette in moto l’economia. Sostenendo spese non produttive e inutili sarebbe un movimento sbagliato.
Penso che la Romania deve passare in maniera coraggiosa al rendere efficiente l’apparato pubblico e di tagliare in costi non produttivi.


"Financiarul": Quali sono i Suoi obiettivi come Presidente di Unimpresa?

LS: Siamo all’interno di ACPR (L’Alleanza delle Confederazioni Datoriali dalla Romania), come parte attiva. Come investitori, abbiamo visto quali sono gli strumenti utilizzati in Italia nei momenti di crisi, e vogliamo proporre tale soluzioni, attraverso l’ACPR. Uan delle misure fa riferimento all’IVA ridotta per i lavori pubblici e l’IVA pagata all’incasso delle fatture. Dobbiamo capovolgere l’ottica con cui guardiamo l’infrastruttura. Si dice che un paese si sviluppa fino ad un certo livello e poi ha bisogno di infrastruttura. Pero’ dovrebbe essere proprio il contrario – l’infrastruttura deve creare lo sviluppo e non viceversa. Sono d’accordo con il modello americano, in cui prima si crea l’infrastruttura necessaria e poi viene sviluppata la citta’. Il fatto che appena adesso pensiamo all’infrastruttura blocca l’economia. Nessuno pensa che la strada che si fa dall’aeroporto fino in citta’ di un’ora e mezza, invece di mezz’ora, significa tempo perso, consumo di carburante. Pensate ad un dipendente che spende un terzo del suo tempo in macchina, in fila. E’ un costo che non si vede ma si riflette nell’economia.


"Financiarul": Quali sono i problemi degli investitori italiani in Romania?

LS: Dal punto di vista di un investitore italiano, non posso criticare molto la burocrazia, visto che anche in Italia c’e’ tanta burocrazia. Forse un inglese potrebbe considerare questo un problema molto grosso.Comunue la Romania deve imboccare la strada delle semplificazione nel settore della burocrazia, specialmente nelle piccole citta’.

Oggi, l’amministrazione rallenta la parte privata. Dovrebbe essere proprio il contrario –l’amministrazione dev’essere a disposizione dell’ambiente privato, nell’interesse del’economia. Esiste una legge in Italia secondo la quale, se in 60 giorni non ricevi una risposta dall’amministrazione, la pratica viene considerata validata. Questa legge costringe l’amministrazione di leggere la pratica in un certo periodo di tempo. Il rispetto dei termini di tempo e’ la base di un’economia sana.

La competizione non e’ soltanto tra le societa’ ma anche tra gli stati. Abbiamo visto che Mercedes ha dovuto scegliere tra l’Ungheria e la Romania. E’ un esempio di competizione tra i paese, in cui contano le leggi e le agevolazioni. Gi investimenti stranieri in Romania hanno dato una forte spinta all’economia. Ad un certo momento la Romania e’ stata molto competitiva in questo senso, poi pero’ altri paesi l’hanno raggiunta. Penso che la Romania debba continuare ad attirare investimenti, ma per questo deve dare dei normativi. Questo e’ lo scopo di Unimpresa.

Dal punto di vista fiscale, e’necessario esistere meno regole e piu’ stabilita’. Ci sono tante leggi che sostituiscono o integrano le leggi precedenti. A volte ci sono pure leggi retroattive. Questi sono comportamenti fiscali che creano un ambiente incerto per gli investitori. In breve, le regole devono essere chiare e rispettate. Se non sono chiare, ci saranno permanenti contestazioni. Questa politica tiene gli investitori a distanza, ma crea anche per i manager romeni dei conflitti con il Fisco.

Riguardante le banche, queste sono molto attente alla concessione dei crediti, hanno politiche di limitazione dei crediti, e forse vogliono uscire da certi investimenti a rischio. E’ inutile accusare le banche che non vogliono dare dei crediti, perche’ non e’ d’aiuto. Alla fine, le banche sono delle societa’ a scopo di lucro, che vendono un prodotto che si chiama “soldi”. La soluzione e’ quella di aiutare le societa’ ad avere un dialogo trasparente con le banche. In questo momento, le banche richiedono tantissime informazioni dalle PMI, che in gran parte dei casi, queste non sono capaci di fornire. Il progetto di Unimpresa e’ quello di fare un accordo con tutte le banche.

Abbiamo un progetto che si chiama “Audit”, che si propone di determinare la banche a dire dall’inizio quali sono le informazioni di cui hanno bisogno. Poi aiuteremo gli associati Unimpresa a preparare la pratica con tutto quello di cui c’e’ bisogno.

"Financiarul": Siete alla direzione di una societa’ con attivita’ nel settore delle costruzioni e del tessile. Qual’e’ oggi l’andamento dei due settori?

LS: Il settore delle costruzioni e’ in forte ribasso. Sul segmento delle costruzioni, Euroholding ha avuto, l’anno corso un ribasso del fatturato di quasi il 50%. In questo primo semestre del 2010 abbiamo recuperato, abbiamo una crescita del 15%, ma siamo ancora lontani dai valori del 2008. ci sono segnali di ripresa dell’attivita’, ma ancora ancora timidi. Il settore delle costruzioni residenziali e’ uello con piu’ problemi, perche’ i destinatari sono le persone private. Nelle condizioni di crisi economica, le persone fisiche non si permettono piu’ una casa, gli interessi sono aumentati e per questo si crea un blocco.

Nel settore dei tessili siamo piu’ fiduciosi, perche’ e’ legato al settore auto, e la Romania ha creato un polo dei produttori auto. La vendita della Dacia ha molto successo, e questo e’ un vantaggio anche per quelli che forniscono certe componenti. Per il settore auto, Euroholding produce materiale insonorizzante e materiale tessile per i sedili delle auto.

"Financiarul": Come viene messo in pratica il partenariato tra lo stato italiano e l’ambiente privato sui mercati esterni?

LS: L’Italia ha anche un Ministero per il Commercio Estero, che integra le politiche di sostegno delle esportazioni. L’Italia e’ un paese di “trasformatori”, non ha materie prime e ha un mercato interno abbastanza limitato. Pernso che anche la Romania debba investire in questa cultura delle esportazioni. La Romania dovrebbe iniziare a pensare anche a quello che produce per le esportazioni, di fare un proprio brand “made in Romania”. Ogni semplice iniziativa e’ importante, anche avere i propri stand alle fiere internazionali, per aiutare le societa’ ad aprirsi anche verso l’esterno. Per esempio, se la Romania e’ forte nel settore tessile e si fa una fiera nel settore dei tessili, lo stato romeno dovrebbe sostenere le societa’ almeno con la meta’ dei costi per poter partecipare a questa fiera.

Il curriculum professionale di Luca Serena

Nato il 1962
Laureato nel Business Administration presso l’Universita’ di Berkley (SUA)
Dal 2007 – Presidente e amministratore delegato del Gruppo Euroholding di Timisoara
Dal giugno 2010 – Presidente di Unimpresa Romania, organizzazione con piu’ di 700 soci

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