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Euroholding ha in svolgimento contratti di 47 milioni di euro
Agenda constructiilor, 2010-07-12

Il Gruppo Euroholding di Timisoara, controllato dal gruppo italiano Industrie Maurizio Peruzzo, stima per quest’anno l’aumento del fatturato, in seguito ad un ribasso di questo fatturato nel 2009. Allo stesso tempo, la societa’ sta continuando gli investimenti iniziati negli anni precedenti, proponendo nuovi piani di espansione, il budget stanziato in questo senso essendo di quasi 15 milioni di euro. Il gruppo include le societa’: Euroconstruct, Europrefabricate, Europroducts, Eurologistica, Eurodesign, Monlandys, IMP România e Netex. A tutte queste si aggiunge Euroholding, che gestisce le attivita’ e le strategie delle societa’ del gruppo.

 

CV Luca Serena: 48 anni

Incarico:
Presidente del gruppo Euroholding

Altri incarichi:
-Membro nel CA di Europrefabricate Bulgaria,
-Presidente di Marcora Costruzioni RUS (Moscova),
-Vicepresidente della Camera di Commercio Italiana per la Romania,
-Consigliere di Serena Prefabricati di Albaredo Treviso),
-Vicepresidente di Interporto Romania SA di Timisoara,
-Presidente di Unimpresa Romania
Hobby: jogging, cinema


Qual e’ stata l’evoluzione del segmento specifico di attivita’ nel 2009?
Nel 2009, il ribasso del settore delle costruzioni e’ stato drammatico, il numero degli investimenti e’ diminuito in maniera notevole. Allo stesso tempo, numerosi investimenti si son bloccati, prendendo di sorpresa sia il developer che il costruttore. Per esempio, l’interruzione a solo tre mesi di un contratto il cui dead-line era stabilito a tre anni, a contrastato i piani delle societa’ implicate nell’andamento dell’investimento. Considero che non tanto la crisi in se’ ha bloccato la piazza, ma soprattutto la velocita’ con cui ha colpito l’economia romena. Dopo una forte crescita negli ultimi anni, il ribasso e’ stato quasi verticale.

In Italia, il mercato e’ uno maturo, percio’ non hanno esistito delle crescite spettacolari, percio’ neanche la crisi economica si e’ risentita in maniera cosi’ forte. Da questo punto di vista, la Romania si puo’ paragonare con la Cina, dove le crescite ed i ribassi economici sono abbastanza forti.

Nel 2009, il nostro fatturato e’ ribassato di 50% rispetto all’anno precedente, fino a 55 milioni di euro. Nel primo semestre del 2010 stiamo registrando una aumento del 15 % del fatturato.

Da un certo punto di vista possiamo dire che registriamo un trend ascendente, pero’ siamo ancora lontani dai risultati dello stesso periodo del 2008. Per quest’anno stimiamo la realizzazione di un fatturato tra i 70 ed i 75 milioni di euro.

Ci sono delle ragioni per cui in Romania, la crisi potrebbere durare di piu’, rispetto alla situazione registrata negli altri stati UE?
Tutto dipende molto dalle azioni del Governo, che ha una grande responsabilita’ riguardante le misure che devono essere realizzate per uscire dalla crisi. La Romania ha oggi un grande vantaggio, e cioe’ che e’ ritornata ad essere competitiva dal punto di vista della manodopera. Gli anni 2007-2008 sono un esempio di crescita dei costi per il personale, anche fino a 25% in piu’ rispetto agli anni precedenti. In quel momento il fattore positivo era quello che c’erano molti soldi, che alimentavano gli acquisti, ma anche gli investimenti. In questo momento, gli stipendi sono ribassati. La riduzione dei costi della manodopera puo’ determinare certe societa’ internazionali ad investire e/o aprire stabilmenti produttivi in Romania. E’ necessaria pero’ una stabilita’ politica, con leggi chiari, senza lasciare posto alle interpretazioni che ancora oggi a mio avviso è una delle gravi lacune del sistema legislativo e che ha come riflesso un grande contenzioso legale sia nel privato che nel pubblico.

Oggi, c’e’ competizione anche tra gli stati, non soltanto tra le societa’. Ne è un esempio quanto è accaduto sull’investimento della Mercedes che ha preferito l’Ungheria alla Romania. Questo evidenzia la necessità di una „strategia paese” per l’attrazione degli investimenti stranieri che è un fattore importante per il sostegno e lo sviluppo dell’economia rumena , Se questoo non succedera’, in Romania la crisi potrebbe durare di piu’ rispetto agli altri paesi europei, pero’ se il Governo riuscira’ a vedere il rovescio positivo della medaglia e cogliere anche le poche opportunita’ che la crisi porta con sè e a farlo magari prima di altri stati, allora potrebbe uscire prima dallo stato di recessione.

Come potete caratterizzare la situazione generale del mercato immobiliare?
La parte obiettiva di questa situazione e’ quella che prima la popolazione era disponibile, aveva fiducia in questo paese, perche’ sembra l’inizio di una grande crescita economica. Molte persone compravano case e la domanda superava l’offerta, percio’ tutta l’industria delle costruzioni ha voluto poter rispondere a questa domanda. Si e’ costruito tanto e a prezzi alti e molto spesso con rialzi speculativi ingiustificati sui terreni in particolare a Bucarest. Adesso la popolazione ha meno disponibilita’. Oggi c’e’ un grande stock di appartamenti non venduti. Se questi non verranno venduti, e’ molto difficile mettere in moto altri investimenti immobiliari.

C’e’ anche una parte soggettiva: la popolazione si e’ spaventata dalla crisi, e le banche hanno passato da un’estrema all’altra. Forse la domanda ci sarebbe ancora, pero’ molti si bloccano perche’ il settore immobiliare viene considerato un settore a rischio. I prezzi non sono molto ribassati. Ci sono ancora degli appartamenti che si vendono a prezzi sostenuti o di poco inferiori al periodo antecrisi. Chi a investito con le proprie risorse finanziarie puo’ permettersi di aspettare la ripresa del mercato, pero’ quelli che hanno costruito con i prestiti saranno forzati a vendere i loro progetti a prezzi ridotti.

Questa situazione puo’ essere superata attraverso un cambio di atteggiamento di quelli che stanno finanziando i progetti immobiliari e attraverso un lento assorbimento degli spazi gia’ costruiti. Non credo pero’ che prima del 2012 si possa osservare una crescita di questo settore. La ripresa del segmento residenziale e commerciale dipende, pero’ ancora tanto anche dalle azioni intraprese dalle autorita’ centrali, per influire in dati macroeconomici fondamentali. Le societa’ oggi sono costrette a fare grandi volumi con ridottissimi margini per cercare di rimanere comunque sul mercato. È evidente però che questa contrazione dei margini non può scendere sotto un determinato livelelo di copertura dei costi diretti per non mettere a rischio di sopravvivenza le imprese stesse. In molti casi prezzi troppo bassi nascondono in realtà un problema di sopravvivenza delle aziende che possono solo per un breve periodo sopportare prezzi di vendita che non coprono le loro spese generali, quindi anche per i compratori diventa importante sapere valutare gli operatori non solo dal prezzo che offrono.

Quali sono i progetti in via di svolgimento ?
Nelle attuali condizioni di crisi, abbiamo deciso di entrare anche nel settore dei lavori pubblici, proprio per cercare di compensare alla caduta di fatturato nel settore privato. Abbiamo creato all’interno del gruppo un dipartimento speciale che gestisce la partecipazione a vari appalti.

Sul segmento dell’infrastruttura lavoriamo ad una sezione dell’Autostrada Timisoara – Arad, il valore del contratto essendo di 10 milioni di euro. Abbiamo vinto di recente anche l’appalto per la realizzazione della cintura di Caransebes, il valore del contratto essendo di 12 milioni di euro.

Riguardante le costruzioni civili, a Bucarest stiamo costruendo un’ospedale privato „Il policlinico di Monza”. L’obiettico S+P+7 sara’ collocato in via Maior Coravu, del settore 2. I lavori, iniziati nel mese di giugno 2010, verranno ultimati nel mese di dicembre 2011. Il valore dell’investimento e’ di 20 milioni di euro. Abbiamo vinto anche uno dei più grossi appalti che il settore bancario eseguirà nel 2010 e cioe’ la ristrutturazione della sede centrale della Banca Commerciale Romena. I lavori sono iniziati nel mese di giugno di quest’anno, e saranno ultimati nel mese di giugno del 2011, il valore dell’investimento essendo di 5 milioni di euro.

Quali sono gli investimenti pianificati per quest’anno?
Nel 2010 vogliamo continuare l’investimento nella nuova fabbrica di prefabbricati di Timisoara, per cui abbiamo un budget di 12 milioni di euro. La capacita’ massima di produzione annuale della nuova unita’ insieme a quella di Targoviste, e’ di 500.000 mq all’anno di prefabbricati in calcestruzzo, a cui si aggiungono le capacita’ produttive di pilastri per i ponti. Questo investimento sara’ ultimato alla fine di quest’anno. Abbiamo inoltre stanziato 2 milioni di euro per l’ammodernamento della Europroducts, l’azienda del nostro gruppo che produce calcestruzzo. Gli investimenti per l’ammodernamento di questa azienda dovrebbero iniziare indicativamente nel mese di settembre di quest’anno.

Quali sono i problemi con i quali vi confrontate nell’attivita’?
La legge degli acquisti pubblici deve e puo’ essere migliorata. Circa l’80% dal numero degli appalti vengono contestati, alcuni hanno delle basi reali, negli altri – in maggior parte dei casi – la contestazione rappresenta “un’arma” per costringere l’aggiudicatario della gara a subappaltargli i lavori in cambio del ritiro della contestazione alla gara. Quando ci sono dei fondi europei che potrebbero sviluppare l’infrastruttura, e gli appalti per questi lavori vengono contestati, i progetti rimangono, per molto tempo, solo sulla carta. Il Governo promette pero’ di modificare la legge degli acquisti pubblici. L’importante è che lo faccia in tempi rapidi e con regole chiare e condivise. Allo stesso tempo, le autorita’ devono prendere delle misure per una gestione piu’ efficiente dei fondi europei, perche’ la percentuale estremamente ridotta di assorbimento dei fondi europei e il contemporaneo lento svolgimento dei progetti influiscono in maniera negativa sull’attivita’ delle societa’ che vogliono realizzare investimenti con questo tipo di finanziamento.

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